Credo sia opportuno , per amor di verità, portare a conoscenza di quanti vorranno approfondire la vicenda del Presidente del Consiglio Beacco che ha riempito le cronache politiche locali in questi ultimi mesi e dei motivi e che l'hanno costretta ad abbandonare il gruppo di Giussano Democratica del quale faceva parte da due legislature. Questa e-mail è stata inviata a coloro che frequentano il gruppo con l'intento di fare chiarezza senza filtri e a scanso di "interpretazioni".
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didimo.com --------------
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Pare che ormai la rottura sia diventata irreversibile (almeno stando alle notizie apparse sulla stampa).
Ed allora, prendo la palla al balzo, per chiarire una volta per tutte, le ragioni della mia assenza dalle liste di pd-giussano democratica, mettendo NERO su BIANCO la mia versione dei fatti. Del perché dei problemi nati all’interno del gruppo (alla cui crescita credo di aver in qualche modo contribuito) e delle ragioni dei continui inviti alla mia – ormai consumata - fuoriuscita.
Il mio breve resoconto non sarà fondato su illazioni, ma sui fatti. Dei quali (come sempre) sarò disposta a rispondere a chiunque sarà interessato a conoscerli, con la speranza che nessuno li stravolga per piegarli ed utilizzarli a “proprio uso e consumo”.
Per i più curiosi, alla fine di questa “filippica” ci saranno anche alcune “simpatiche” e-mail la cui lettura può, forse più di ogni altra parola, dare l’idea delle vere ragioni della mia, più o meno esplicitamente sollecitata, dipartita.
L’incipit è un po’ drammatico, me ne rendo conto.
Drammatico e non Kafkiano come, invece, qualcuno – sarcasticamente – tempo fa definì la vicenda.
Fatta la debita premessa e chiariti i toni, passiamo ora al pomo della discordia. E cioè all’urbanistica ed al PGT (alias Piano di Governo del Territorio).
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1° IL PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO
Si, perché il clima che per due lustri (o quasi) era sempre stato idilliaco all’interno del gruppo di Giussano Democratica ha lentamente iniziato a guastarsi man mano che si parlava di urbanistica e di Piano di Governo del Territorio.
Più se ne parlava e più il clima si inacidiva.
Decisi, allora, con un paio di altri prodi compagni, di smettere di parlarne e di cominciare ad agire. Perdendoci del tempo per “ficcarci il naso” e fare le opportune verifiche. Così da capire poter aprire un confronto, “non campato per aria”, ma con cognizione di causa.
Apriti cielo!
Mi è stata “sobriamente” indicata la porta. Sono stata tacciata di carrierismo/poltronismo, per usare un eufemismo.
Mi è stata consigliata anche la valeriana per calmare i miei eccessi di nervosismo. Addirittura, qualcuno seguendo le orme di don Basilio, il maestro ingannatore del Barbiere di Siviglia, ha iniziato a scegliere la via della calunnia (..è un venticello, un’arietta assai gentile) ed a collegare il mio poltronismo ai lauti compensi che la carica di Presidente del Consiglio mi procura.
Risparmio poi di riportare gli squallidi complimenti di cui (in camera caritatis), sono stata generosamente omaggiata, che fanno impallidire i “brutti” toni della triste serata cui alcuni di voi hanno assistito.
Sarà che non brillo per acume, ma devo ammettere di non aver capito allora (e in tutta sincerità neppure ora) la ragione di questi comportamenti.
Soprattutto perché salvo mugugni, qualche insulto, cenni al mio insopportabile carattere, al mio essere “primadonna” (che ci volete fare, sarà che a furia di essere l’unica, alla lunga alla situazione mi ci sono pure abituata) e il solito ritornello “del partito dell’ormai è troppo tardi”, non mi pare siano stati addotti argomenti idonei a confutare, nel merito, le mie – e non solo mie – posizioni ( prima sui piani attuativi, poi sui Programmi Integrati di Intervento, passando alla “questione delle incompatibilità” e per finire sul PGT).
Posizioni per lo più liquidate (come potrete appurare leggendo le e-mail sotto riportate) a meri formalismi.
Né mi risulta che qualcuno abbia messo seriamente in dubbio le mie competenze in materia.
Devo riconoscere, che oggi, a mente fredda, la cosa politicamente più sorprendente, che mi ha lasciata basita, direi quasi incredula, è stato il commento al Piano di Governo del Territorio pubblicato qualche tempo fa sul sito del Partito Democratico.
Ammetto di aver subito un certo shock (che mi ha consigliato di prendermi un periodo di riflessione) nello scoprire che il commento in questione ribattezza quelle stesse posizioni che – instancabilmente perseguite - hanno provocato la mia fuoriuscita dal gruppo come “tratti inequivocabilmente qualificanti contenuti nel Piano, ......... passaggi migliorativi richiesti ed ottenuti da Giussano Democratica (e sottolineo, chi per un verso chi per l’altro, da tutta ma proprio tutta la lista civica)
Si dice che il piano “ Minimizza l’utilizzo di suolo agricolo azzerando completamente le espansioni di carattere residenziale: tutte le aree agricole previste dal vecchio PRG saranno mantenute (abbiamo fatto un’esplicita richiesta in tal senso a firma Giussano democratica ).”
L’epilogo è VERO. ASSOLUTAMENTE VERO . Peccato, però, si ometta di citare la parte – direi più interessante - dell’intera vicenda (In politica non è necessario mentire, è sufficiente omettere parte della verità).
Ed allora, così giusto per pignoleria (pare che sia uno dei miei difetti peggiori) ricorderò, alcuni insignificanti passaggi…. che hanno consentito il raggiungimento del vantato risultato…
- Chi si è accorto che qualcuno in Provincia di Milano aveva chiesto che queste aree venissero stralciate dall'ambito agricolo? (lettera del dicembre 2007)
- Chi ha materialmente steso la lettera – citata nel commento -con cui si richiedeva la loro tutela?
- Chi è tornato nuovamente in Provincia per fare ulteriori accertamenti, perchè qualcuno aveva messo in dubbio che la richiesta di stralcio fosse stata realmente formulata dalla nostra Amministrazione?
Mi rendo conto che questa auto-assunzione di meriti non potrà che aumentare il numero dei perfidi commenti (che già ovunque aleggiano) sul mio smisurato ego. Ma siate comprensivi. E’ tutta colpa dell’effetto collaterale dell’eccessiva dose di valeriana che seguendo paterni consigli mi sono sparata.
E’ VERO che Giussano Democratica ha firmato la lettera. Ma, cos’altro avrebbe potuto fare? Avvallare l’eventuale cambio di destinazione delle aree?
E non è finita!
Nel commento si segnala come "punto a favore del piano" l'aver ottenuto che l’insediamento produttivo a nord di Giussano venisse realizzato attraverso un PIP (Piano di intervento pubblico) anziché con un PL (Piano di lottizzazione) come previsto nel PGT adottato.
La differenza non è certo di lana caprina.
Con un PIP la gestione dell’insediamento è pilotata dal Comune. Con un PL viene, invece, lasciata completamente nelle mani del privato, che non avrebbe saputo che santi ringraziare vedendo trasformato il proprio campo di patate in una distesa di marijuana (magari non delle più costose, ma di certo più redditizia del noto tubero).
ANCHE QUESTO GIUDIZIO E’ ASSOLUTAMENTE VERO.
Ma, anche ad esso, occorre applicare la famosa regola del “in politica non serve mentire, basta non dire tutta la verità”. Ed allora, eccovi qualche dettaglio piccante (i dettagli, che passione!)
La trasformazione del PL in PIP è stata ottenuta grazie a un manipolo di prodi, che osando coraggiosamente sfidare il resto del gruppo, è andato dal Sindaco a rivendicare eroicamente la modifica. Puntualmente recepita grazie ad un emendamento, steso peraltro dalla sottoscritta ed approvato dal consiglio comunale, lo scorso ottobre in sede di adozione del PGT.
Certo l’emendamento è stato sottoscritto da tutto il gruppo, ma gli ultimi avvenimenti mi fanno supporre che la cosa non sia stata un granchè ben digerita. |
2° IL PIANO DI RECUPERO DI PIAZZA S. GIACOMO
Particolare menzione merita poi la vicenda legata al Piano di recupero di Piazza San Giacomo. (la fascia di Via Addolorata che oggi versa in stato assolutamente pietoso... della quale, ometto, ma solo per questione di privacy, di rivelarne la proprietà...)
Bene su questo intervento sono stati indubbiamente ottenuti, in fase di osservazione, grandi risultati.
Ottimi direi.
Basti, ad esempio, pensare che la versione adottata dal Consiglio Comunale autorizzava in quel contesto la demolizione dell’attuale cascina. La sua sostituzione con un bel 4 piani, autorizzando il frazionamento del piano in tre interventi diversi. Così che ognuna delle tre proprietà potesse fare quel che più gli aggradava.
Oggi grazie ad un'osservazione: l’intervento è divenuto unitario, con un piano di recupero unico; si è mantenuta l'altezza degli edifici attuali e di quelli circostanti.
Ma anche qui si omette qualche cenno ai dettagli, del tipo, distinguere “chi ha fatto che cosa” Chi ha:
- richiesto la modifica al sindaco;
- Chi ha predisposto l'osservazione;
- Chi ha cercato un cittadino che la firmasse (i consiglieri non le possono presentare);
- Chi si è sparato riunioni fiume sulle osservazioni per evitare che, furbescamente, si mantenessero i 4 piani.
Il tutto, condito, come ciliegina sulla torta, da una bella tiratina di orecchie per aver presentato l'osservazione all'ultimo minuto dell'ultimo giorno utile. (D’altro canto, ogni tanto, bisogna pure lavorare...ci avesse pensato qualcun'altro mi sarei volentieri risparmiata questa ennesima noia).
Anche se, ad onor del vero, devo dire che il “disturbo” è stato largamente compensato dall’indennità di Presidenza (pari a poco più di Euro 400,00/mese netti al mese per la cronaca) Indennità che qualcuno, con nonchalance e senza malizia, non manca di ricordare.
Apprezzo il lodevole tentativo del moralizzatore di promuovere una corretta informazione, ma nel caso di specie, mi pare una fatica alquanto superflua, visto che – a differenza di altri – ho reso pubblica la mia dichiarazione dei redditi!
L'elenco delle scelte, a fatica condivise e ancor più malamente digerite, potrebbe continuare.
Basterebbe ricordare la ridicola vicenda delle “incompatibilità dei consiglieri comunali”.
Che sarebbe successo se le mie ambizioni e il mio personalismo non avessero preso, lo scorso ottobre, il sopravvento?
Semplice, il piano di governo del territorio sarebbe stato approvato da un Commissario esterno, così come era. Senza parte di quelle modifiche, che oggi si portano come elementi di vanto.
O ancora, l'altrettanta bizzarra vicenda dei cosiddetti ambiti di trasformazione (in sintesi:litigi infiniti,ed ennesima messa nell'angolo, per poi scoprire che la richiesta da me, da Gigi ed Emilio avanzata era ancora una volta la più corretta, perchè evidenziava un serio errore – come riconosciuto dal tecnico estensore , prof. Paolillo - contenuto nel piano ( Un errore che avrebbe premiato, alcuni proprietari di capannoni dismessi, concedendo a questi “baciati dalla fortuna” il massimo della volumetria. Il doppio di quello concesso ai loro vicini).
E via discorrendo.. tutte prese di posizione che non hanno certo contribuito a rendermi – agli occhi di qualcuno- particolarmente simpatica.
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3° IL REGOLAMENTO EDILIZIO
Mi permetto, prima di concludere un’ultima considerazione.
In una delle e-mail tempo fa girate, si lamentava (con giudizio che, peraltro, condivido) come una delle vere pecche del piano sulle quali è calato il silenzio, la mancata adozione del REGOLAMENTO EDILIZIO.
Nel far notare che da tempo Gigi Elli ne chiede - senza che nessuno lo abbia mai degnato di risposta- conto, mi permetto di ricordare, come eredità da lasciare ai posteri, che questo regolamento - per il quale sono stati spesi parecchi soldini pubblici - è pronto.
Rinchiuso, a prendere polvere (come tutto quanto suoni un poco scomodo) in qualche cassetto.
A dire il vero alla sua mancata adozione avrebbe pure potuto porsi, fino ad oggi, rimedio.
Sarebbe bastato, ad esempio, che un 1/5 dei consiglieri comunali avesse chiesto di metterlo all'ordine del giorno di uno degli ultimi consigli comunali.
Figuratevi, che per far questo sarebbe stata sufficiente la firma dei soli consiglieri di Giussano Democratica.
E prima della fine del mandato ne avremmo potuto garantire, come con la bacchetta magica, l'entrata in vigore.
Certo – e ci avevo pure pensato – avrei potuto impuntandomi per l'ennesima volta, farlo anche da sola.
Raccogliendo adesioni, magari tra i consiglieri di opposizione.
Sicuramente avrei fatto nuovamente "incazzare" qualcuno, ma almeno Giussano avrebbe avuto il suo bel regolamento edilizio. Di cui, perchè no, potersi fare pure vanto nella prossima campagna elettorale.
Ma questa volta, ho deciso di non farmi sopraffare dalle mie manie di protagonismo. Lascio ad altri l’onore di portare avanti principi lodevoli. Cedo, esausta, il pesante “vessillo della prima donna”.
Si citava, tempo fa, Weber. Weber. La politica come passione.
La politica come professione. Il relativismo dei valori e lo scontro.
La necessità di gettarsi nell'agone politico per lottare per la loro affermazione.
Ma, presupposto perchè tutto ciò avvenga è la voglia di accettare un confronto.
E lo sanno tutti che è con gli adulti che si discute.
Con i ragazzini, non è certo il caso di perdere tempo.
E' sufficiente metterli in un angolo. Ed aspettare che si decidano, prima o poi, a diventare adulti.
Personalmente – e purtroppo per me - soffro del complesso di Peter Pan: ed ai principi lodevoli ancora ci credo. Troppo rigida? Forse, ma che ci volete fare fortunatamente ho ancora (solo) trent’anni…
Cordiali saluti a tutti.
Emanuela Beacco
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