Giussano nel XX secolo |
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Nel primo decennio del '900 emerge la figura di don Rinaldo Beretta, giunto a Robbiano come coadiutore nel giugno del 1898. Oltre all'attività spiccatamente religiosa e alla lotta contro il liberalismo e l'anticlericalismo, egli fu promotore di alcune fondamentali iniziative, nello spirito dell'associazionismo che si andava affermando proprio in quegli anni negli ambienti cattolici e non. Nel 1904 don Beretta promosse la costituzione di una mutua per il bestiame bovino, denominata di S. Sebastiano, nel gennaio del 1907 fu la volta della società di mutuo soccorso tra operai e contadini che in Robbiano si aggiungeva alle identiche iniziative intraprese sul finire del 1906 a Giussano e Paina (le tre sezioni parrocchiali costituirono un'unica società federale che si scioglierà autonomamente nel 1931, anticipando spontaneamente lo scioglimento forzato da parte delle autorità fasciste); sempre nel 1907 fu fondata anche una Società Federale Femminile di mutuo soccorso e, infine, due anni dopo si costituì la "Cooperativa di consumo tra operai e agricoltori robbianesi". Don Rinaldo pensò anche alla promozione culturale della sua gente, istituendo una scuola serale per analfabeti (saper leggere e scrivere era essenziale per vedersi riconosciuto il diritto di voto) e aprendo un circolo di ritrovo in un vecchio edificio posto dietro la chiesa. Ma ormai all'attività pastorale di don Beretta si intrecciava quella di storico, con risultati sempre più fecondi: i suoi numerosi e preziosi scritti hanno offerto copioso materiale per la redazione di queste note sulla storia civile e religiosa della nostra comunità. La grande guerra del 1915-1918 impose anche a Giussano il suo tributo di sangue: a ricordo dei caduti fu innalzato nel 1921-22 sulla facciata del Municipio un monumento in bronzo, raffigurante Alberto da Giussano nell'atto di sorreggere un compagno d'armi caduto in guerra, opera dello scultore milanese Alfredo Sassi; i nomi dei 124 Giussanesi caduti sul campo furono incisi sulla sottostante lapide di marmo. Allorché nel settembre del 1940 la locale sezione dell'Associazione nazionale combattenti aderì all'iniziativa presa a livello nazionale di togliere dal monumenti dei caduti il bronzo per offrirlo alla patria, il segretario politico del Partito Nazionale Fascista, Antonio Razzini, espresse parere negativo, visto che si trattava di togliere l'unico ricordo dei caduti esistente a Giussano, offrendo per giunta un quantitativo minimo di bronzo. Con l'abbattimento del vecchio municipio e l'erezíone del nuovo palazzo comunale, nel nuovo centro civico è stato posto anche il monumento ai caduti, in cui figura pure l'opera di Alfredo Sassi, inaugurato il 25 aprile 1978. In seguito all'avvento del regime fascista fu attuata nel 1926 la riforma podestarile: al podestà, di nomina governativa, furono assegnate anche le competenze del consiglio comunale e della giunta; solo nel Comuni superiori ai 10.000 abitanti (non era questo il nostro caso) il podestà era affiancato da una consulta con poteri ovviamente non decisionali. Primo podestà di Giussano fu Aurelio Sironi, che ricoperse tale carica a più riprese, l'ultima volta durante il secondo conflitto mondiale, esattamente dal novembre 1940 all'aprile 1942. Negli anni venti la nostra comunità provvide a dotarsi di un edificio scolastico adeguato alle esigenze dell'aumentata popolazione: nel 1927 fu costruita la scuola in viale Rimembranze, sopraelevata nel 1954, in cui è attualmente ospitata una parte delle elementari del capoluogo. Con la caduta del fascismo l'amministrazione locale fu affidata in un primo momento a un sindaco e ad una giunta nominati dal prefetto. Il 9 maggio 1945 il Comitato di Liberazione Nazionale (C.L.N.) insediò la nuova amministrazione così composta:
Nel 1946 le amministrazioni furono ricostituite secondo le modalità anteriori al periodo fascista, cioè su base elettiva, e il primo sindaco nominato in seguito alle votazioni del 7 aprile fu Giovanni Viganò. Il 2 giugno dello stesso anno, in occasione delle votazioni per il referendum, anche Giussano si espresse a favore della repubblica con 3387 voti contro i 2224 suffragi andati alla monarchia. Gli anni successivi videro un fervore di opere pubbliche, nell'intento di dotare la nostra comunità dei servizi divenuti ormai essenziali: nel 1949 fu costruito il nuovo edificio scolastico di Robbiano e nel 1955 quelli di Paina e Birone, tutti quanti recentemente ampliati per le nuove e mutate esigenze della nostra popolazione scolastica. Fu poi la volta della scuola di avviamento commerciale aperta nel 1957/58 e, successivamente (1960), della media inferiore, entrambe alloggiate nell'edificio edificato in via Calmi che, dopo la realizzazione della nuova scuola media nel centro civico (1971‑72) ospita inseme al contiguo edificio di viale Rimembranze le elementari del capoluogo. Anche se l'edilizia scolastica rappresentò il principale obiettivo della locale amministrazione, Giussano si arricchì di altre moderne strutture pubbliche: il campo sportivo (1959), la scuola materna statale di via D'Azeglio (1973), il nuovo palazzo municipale (inaugurato il 18 maggio 1975 da don Rinaldo Beretta, al cui nome è ora intitolata la Biblioteca Civica), la pista di atletica leggera nel complesso del centro sportivo comunale (1976), l'asilo nido (1978); la scuola media di Paina (1978) e il nuovo edificio delle elementari, ora in fase di avanzata realizzazione in via Legnano, completano il piano dell'edilizia scolastica predisposto dall'amministrazione comunale. Siamo cosi arrivati al nostri giorni. Come si presenta, oggi, Giussano? I dati del censimento generale del popolazione effettuato il 25‑26 ottobre 1981 danno il quadro attuale della nostra comunità che ha superato le 20.000 unità (20.026 per l’esattezza); le industrie e i laboratori artigianali risultano 605 (151 in più rispetto al 1971) con l'impiego di 5212 addetti. Anche le attività commerciali hanno registrato un notevole incremento in questi ultimi anni: siamo passati da 302 imprese commerciali e 613 addetti nel 1971 a 404 imprese (incremento del 33%) e 1062 addetti nel 1981. Le principali attività industriali e artigianali sono attualmente costituite da: lavorazione del mobile, officine meccaniche, tintorie, tessiture, confezioni, vetrerie, calzaturifici, imprese edili. Quanto allo sviluppo delle attività produttive va notato che esso è stato attuato in prevalenza direttamente da parte della nostra gente, senza rilevante intervento di capitali dal di fuori e questo testimonia, senza dubbio, l'operosità e lo spirito d'iniziativa della nostra popolazione. Il fatto stesso che l'attività produttiva abbia fino a pochi decenni or sono decisamente surclassato le attività commerciali è la prova che la nostra gente è più propensa a produrre che a scambiare beni. Le vaste possibilità di occupazione offerte dalle imprese locali hanno tra l'altro determinato un notevole flusso immigratorio, specialmente dal Sud e dal Veneto. Nell'agricoltura, invece, si è accentuato l'indebolimento che si manifestò in misura considerevole fin dall'inizio del '900: ora le aziende agricole si possono veramente contare sulle dita di una mano. Questo, in rapida sintesi, il quadro della Giussano di oggi: per il domani c'è solo da augurarsi che lo spirito di intraprendenza e la laboriosità dei Giussanesi assicuri un continuo costante progresso della nostra comunità. |