La Lombardia nell'età napoleonica

Il 15 maggio 1796 Napoleone Bonaparte entrò in Milano e un anno dopo nasceva la Repubblica Cisalpina: i soprusi e le angherie dei soldati e di così detti patrioti, nonché le offese al sentimento religioso, profondamente radicato nelle nostre popolazioni, crearono inevitabilmente del malcontento; per questo l'accoglienza riservata ai principi rivoluzionari fu molto tiepida da noi e gli stessi alberi della libertà tardarono a comparire (i primi furono innalzati solo nel 1797).

Con la Repubblica Cisalpina Monza e i paesi circostanti fecero parte del dipartimento dell'Olona con capoluogo Milano, mentre i Comuni della Brianza settentrionale furono inclusi nel dipartimento del Lario, con capoluogo Corno.

Nell'aprile del 1799 gli austro russi occuparono la Lombardia: anche stavolta imposizioni fiscali, requisizioni, saccheggi. L'anno dopo, però, Napoleone rientrò in Milano, rinacque la Repubblica Cisalpinatrasformata nel 1802 in Repubblica Italiana e il 31 marzo 1805 in Regno.

Durante la Repubblica Cisalpina, mentre i prefetti continuavano a governare le province, nei Comuni funzionavano un Consiglio formato dai possidenti estimati e dai capifamiglia e una municipalità (3 membri nei comuni più piccoli, come i nostri).

Quando dalla Repubblica si passò al Regno si verificò una svolta autoritaria: infatti a capo dei comuni venne posto un sindaco o podestà nominato direttamente dal governo; nei comuni di terza classe (con popolazione inferiore al 3000 abitanti) c'erano due anziani e un consiglio composto di 15 membri, oltre al due revisori dei conti.