La famiglia dei Giussani
o da Giussano |
Secondo Vitaliano Rossi, fin dal IX secolo abitava a Giussano una
famiglia nobile e ricca, forse di origini longobarde legata da vincoli di
parentela con i Confalonieri e i Casati: rappresentanti di questa famiglia
accolsero alla porta Comana (cioè porta Comasina) l'arc. Ansperto da Biassono
al suo ingresso in Milano il 20 giugno dell'869, accompagnandolo alla basilica
di S. Ambrogio e poi nella sua sede metropolitana. Secondo altri (Corio e
Fagnani) l'origine della famiglia sarebbe più recente (inizio del XII sec.):
secondo costoro la famiglia avrebbe tratto origine dal figlio secondogenito di
un certo Apollonio, vicario generale dell'imperatore Lotarlo, che si chiamava
appunto Gluxianus. In ogni caso, è più che probabile che sia stata la famiglia
a prender nome dal luogo di residenza, Giussano. La famiglia aveva anche una
residenza in Milano, in un palazzo nel rione di Porta Nuova, poco fuori delle
antiche mura romane di Massimiliano, nella parrocchia di S. Bartolomeo intus, in
Borgonovo.
Visto che stiamo parlando dei Giussani, ossia del cognome di una
famiglia, val la pena di ricordare che l'uso del cognome si sviluppò
parallelamente allo sviluppo del comune cittadino, cioè dopo il 1000: infatti
per le nuove esigenze (magistrature comunali, sviluppo dell'artigianato e del
commercio etc.) si andarono formando le casate che furono contraddistinte dal
cognome, che derivava in genere dal luogo d'origine (come pare sia stato il caso
dei Giussani) o da un soprannome o da una professione. Inizialmente il cognome
fu usato dai nobili e dai ricchi, ma in seguito si estese a tutti i cittadini.
Per tornare al Giussani, il loro nome è rimasto legato al Casone (castrum
de Gluxiano): si tratta di un edificio rettangolare, posto a nord della vecchia
chiesa parrocchiale (ora demolita), eretto intorno al 1000. Il piano terreno in
origine era aperto, a porticati, con colonne in arenaria (ricorda la struttura
dell'Arengario di Monza); il piano superiore presentava inizialmente ampi
finestroni, poi sostituiti con finestre gotiche a sesto acuto con fregi in
terracotta: in corrispondenza delle colonne di arenaria del pian terreno si
innalzano colonne di mattoni (esagone e ottagone) che sostengono grosse
travature, le quali sorreggono il pavimento del secondo piano. Ora il secondo
piano è molto più basso del primo, ma in origine doveva avere un aspetto ben
diverso, presentando (secondo V. Rossi) merlature, feritole, vedette e una torre
angolare. Quale fosse lo scopo originario di questa costruzione non sappiamo con
certezza, tuttavia abbiamo detto che tra il IX e il X secolo in concomitanza con
le invasioni degli Ungari furono elevati dei castelli come luogo di difesa: può
darsi che analoga sia stata l'origine del castrum de Gluxlano. In seguito diventò
anche la sede dei consigli e la residenza della famiglia più influente. Nei
lavori di restauro dell'edificio, effettuati nel 1980-81, è stata
riportata alla luce una colonna ottagonale in arenaria sul cui capitello è
scolpito quello che per noi risulta il più antico stemma dei "da
Giussano".
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