Dai romani ai Franchi

Nell'era quaternaria, caratterizzata dalle glaciazioni e dalla comparsa dell'uomo sulla terra, i ghiacciai dello Spluga e della Valtellina si estesero fino alla Brianza: infatti, le alture moreniche di Giussano e Robbiano appartengono alla terza glaciazione (in totale furono quattro le glaciazioni), mentre il terreno sul quale sorge Paina e costituito da depositi diluviali, cioe materiale depositato fuori della cerchia morenica, sempre della terza glaciazione. Prima dell'arrivo dei Romani, che si insediarono in Brianza a partire dal 222 a. C. quando Marco Claudio Marcello conquisto Milano, la nostra terra fu abitata da tribu etrusco liguri con le quali si fusero le due tribu galliche che scesero in Brianza, quelle degli Insubri e degli Orobil (o Orumbovi). Questi ultimi, secondo alcuni, avrebbero lasciato il nome a Robbiano, tuttavia i nomi di localita in ano dell'Italia settentrionale derivano, generalmente, da un gentilizio romano: Robbiano quindi potrebbe derivare dal nome romano Rubius, come Giussano da Cluttius o Clustius.In epoca romana per Giussano passava la strada che univa le due citta piu importanti della zona, Milano e Corno: questa strada, che correva tra il Seveso e il Lambro, nel tratto tra Carate e Cantu passava per Verano, Giussano, Carugo e Vighizzolo; percio il territorio del nostro comune era interessato da questa importante via di comunicazione. Fin d'allora Giussano era terra di confine tra il territorio di Como e quello di Milano: infatti in base alla testimonianza dello scrittore latino Plinio il Giovane (nativo di Corno) il confine tra i due territori passava a circa 12 Km. a sud del lago di Corno, quindi un po' piu a sud di Mariano e Giussano, seguendo una linea retta tra il Seveso e il Lambro. Dell'epoca romana sono rimaste tracce a Robbiano: infatti sul finire del 1700 vi furono scoperti alcuni pavimenti a mosaico e altri resti di una costruzione romana; la parte supestite di un pavimento a mosaico venuto alla luce nel 1888 si trova nel terreno di fronte all'ex villa Forlanelli, ora casa delle suore di Maria Bambina, mentre altri avanzi di mosaico furono scoperti sempre nel 1888 nel campo ad est al di la della strada e ad ovest nel 1898: l'estensione di questi pavimenti a mosaico dimostra che si doveva trattare di una villa di notevoli dimensioni, che si puo verosimilmente datare al IV sec. d. C., sia per il tipo di mosaico che appartiene al periodo della decadenza sia perche anche l'antefisa trovata nella stessa zona sembra risalire al IV sec. Infine negli anni 60 nell'allargamento della strada tra la casa delle suore e la corte dietro la casa parrocchiale, furono scoperti altri mosaici a disegno geometrico e una moneta, giudicata un asse di Tiberio, imperatore di Roma dal 14 al 37 d. C. Un'altra testimonianza dell'epoca romana e rappresentata da una iscrizione che rimase a Giussano nella casa Torri fino al 1824 e poi, trasportata a Verano nella villa Trotti Masserani, e definitivamente scomparsa; l'iscrizione parla di un Veracilianus aruspex, sacerdote del culto mitriaco secondo una interpretazione del Mommsen. L'attivita fondamentale dei nostri antenati in eta romana era costituita ovviamente dall'agricoltura (coltivazione di ortaggi e granaglie), accanto alla quale era pero sviluppato anche l'allevamento dei suini, a detta delle testimonianze di Polibio e Strabone, mentre le relazioni commerciali erano favorite dalla buona rete viaria di cui si e parlato. Dopo le dominazioni degli Eruli di Odoacre (che nel 476 posero fine all'impero romano d'occidente), degli Ostrogoti di Teodorico, dei Bizantini di Giustiniano subentro nel 568 la dominazione dei Longobardi che lasciarono il loro nome alla nostra regione: essi fissarono la loro capitale a Pavia e nel giro di un secolo si convertirono completamente al cristianesimo mantenendo la loro signoria sino al 774, quando Carlo Magno re dei Franchi espugno Pavia, ponendo cosi fine alla potenza dei Longobardi. Si apriva cosi il periodo caratterizzato dalla dominazione dei Franchi, che introdussero l'istituzione feudale e il contratto vassallatico. La guerra civile che scoppio tra i tre figli di Ludovico il pio, nipoti di Carlo Magno, e si concluse col trattato di Verdun dell’'843 segno la nascita delle tre future nazioni: Francia, Italia e Germania. Al periodo della dominazione dei Franchi risale la prima notizia relativa a Giussano che si trova in un atto notarile di permuta del febbraio 789. In quest'epoca la campagna milanese risulta divisa in cinque contadi, il piu grande dei quali, quello di Milano, comprendeva anche la Martesana. Con tale denominazione si indicavano le terre che si estendevano tra Como e Lecco, tra il Seveso e l'Adda; nel duecento la regione appare divisa in Martesana di mezzo e Martesana sulle rive dell'Adda (alla prima appartenevano, fra le altre, le pievi di Agliate e Mariano). Pertanto gran parte del territorio che dopo il sec. XI verra indicato col termine di Brianza si trovava nella Martesana e quindi faceva parte del contado di Milano. La piu antica attestazione del nome "Brianza" si trova in un atto del 1107: tale nome deriva dalla radice celtica brig, che significa monte, altura. Tra la fine del IX e la meta del X sec. le nostre terre furono teatro delle invasioni degli Ungari: fu allora che anche in Lombardia si edificarono dei castelli quali luoghi di difesa e rifugio contro gli invasori. Puo darsi che in questa occasione sia sorto il nostro Casone, del quale parleremo piu avanti a proposito della famiglia Giussani. In questo periodo la terra, principale fonte di sostentamento e ricchezza, era proprieta delle famiglie dei signori o dei monasteri e delle chiese. Comunque, proprio a partire dal X secolo si manifestano le prime rivendicazioni a migliori condizioni di vita da parte dei nostri contadini nel confronti dei padroni; piu tardi, nel XII secolo, cominceranno i contrasti tra il nascente comune rustico e il signore feudale e, parallelamente, si diffondera l'istituto del consolato non solo nelle citta (civitates), ma anche nel borghi e nelle comunita rurali della Lombardia. La tendenza ad affrancarsi dal signori feudali, sia laici che ecclesiastici, affiorera nel XIII sec., quando accanto all'agricoltura si sviluppera pure l'artigianato, in particolare nella nostra zona quello della lana, legato al monasteri degli Umiliati, situati in gran numero a Monza e nelle localita della Brianza.